La Fotografia è Morta?

La fotografia è morta? 

Fabrizio: il dubbio serpeggia comunque e sempre
quando vediamo una qualsiasi immagine !
Quanto è fotografia e quanto è .. grafica ?
La fotografia è morta veramente oppure … ?

… oppure si è completamente trasformata in qualcosa di diverso ?

Chi ha praticato seriamente la fotografia analogica prima dell’avvento del Digitale, molto probabilmente, vedrà la Nuova Fotografia troppo irreale e “maneggiata” nonostante le alchimie siano state usate anche con la pellicola !?
Pur partendo dal presupposto che se ho fatto una Fotografia, posso farne ciò che desidero visto che è mia, è lecito e giusto continuare a chiamarla fotografia anche se gli interventi su quella immagine l’hanno trasformata in un altro prodotto ?
Personalmente credo che se desidero fare un ritratto di Donna (bella), il mio intento principale sia di trovare una bella Donna e non una triglia da fotografare e poi trasformare in post Produzione!

Claudio: per me non è assolutamente morta, però vedo molto difficile definire ad oggi cosa sia la fotografia ASSOLUTA!
Se partiamo dalla definizione letterale, con fotografia si intende “scrivere con la luce” quindi qualsiasi dispositivo o mezzo attraverso cui questo può esprimersi (dal foro stenopeico, passando per i cellulari, alle macchine pro) produce una fotografia. Il problema sta nel dopo secondo me! Ossia, quando si oltrepassa quella sottile linea che separa foto e un elaborato artistico? Forse sarebbe più giusto pensare al risultato finale, allora, per definire la fotografia: più si avvicina alla realtà e più la considero “fotografia”, più uno scatto viene elaborato ed esportato dal suo contesto e più si penderà verso il prodotto artistico! Io, ad esempio, ho giocato con la frutta e la verdura cambiandogli colore, per me non sono più fotografie ma prodotti artistici (discutibili!).
Il mondo dell’arte poi è vastissimo, la stessa fotografia ne fa arte e ne è un importante ramo. Il fotoritocco è sempre stato applicato anche nella fotografia a pellicola, non è solo un prodotto dei tempi moderni e del digitale.
Pensandoci bene, potrei tracciare il confine tra i due mondi pensando ai programmi più diffusi per la post produzione: fino a quando le correzioni si limitano a cose che potrei ottenere in macchina, o con filtri, o pellicole per me ricade nella fotografia ma nel momento in cui si hanno variazioni “fantasiose” in colorazioni, distorsioni troppo accentuate e clamorose, ritagli e collage ecco, per me si passa alla visione artistica dello scatto.

Giuseppe L.: la fotografia non è morta, si sta evolvendo, le innovazioni tecnologiche sia dal punto di vista meccanico (corpi macchina e obbiettivi) sia dal punto di vista della PP aprono nuove possibilità che qualche decennio fa erano assolutamente impensabili. Come per ogni rivoluzione tecnologica ci saranno i più conservatori che si ancorano al passato (di fatto limitandosi a nuove possibilità) ed i pionieri che andranno ad esplorare ogni nuovo territorio per regalare al mondo qualcosa di ancora inedito (o cagate pazzesche cit.). Ad ogni modo per me si parla ancora di fotografia se alla base vi è un immagine ottenuta tramite un qualsiasi mezzo fotografico, più verrà elaborata e più si avvicinerà alla grafica, ma di base chi l’ha scattata deve aver nozioni avanzate in ambito fotografico per poter ottenere un ottimo risultato di partenza (sennò sarebbe solo un recuperare una foto da cestinare) ed eventualmente nozioni avanzate riguardo ai programmi di fotoelaborazione e fotoritocco così da poter ottenere nel risultato finale ciò che già dall’inizio aveva in mente. Il grafico altera le immagini ma non le scatta in prima persona è questa la differenza. In ultima analisi sono dell’idea che una più approfondita conoscenza della tecnica fotografica come di quella relativa alla fase di sviluppo sia fondamentale, non è detto che poi quelle conoscenze si debbano sempre mettere in pratica ma più frecce ci sono al proprio arco e maggiore sarà la probabilità (e facilità) di far centro.

Giuseppe S.: morta? HA! Non è mai stata così viva… L’asticella qualitativa si è alzata, e di tantissimo. Parlo per i miei settori (wedding e modeling). I fotografi degli anni 80 e 90 lavoravano in maniera mediocre e ripetitiva, basta aprire un qualsiasi album sposi del periodo, per rendersi conto del salto quantico fatto dalla fotografia di matrimonio. Se pensate che la foto wedding sia morta, fatevi un giro su Fearless, e guardate qual è il livello attuale dei fotografi matrimonialisti. I top italiani (Corsi, Vertelli, Rota, Bastianoni, giusto per citarne qualcuno) sono quanto di meglio ci sia al mondo, e la qualità del loro lavoro è inarrivabile. Ed il modeling? Ogni giorno da Russia e Usa piovono su 500px e Behance, migliaia di immagini semplicemente PERFETTE, per trucco, styling, ritocco, ambientazione. Il livello medio di quelle immagini è semplicemente irraggiungibile per molti di noi, me compreso. Per converso, la diffusione pressoché totale di sensori digitali (ognuno di noi di solito ne ha dietro almeno due) ha democraticizzato il mezzo fotografico. Ci sono in giro MILIARDI di fotocamere, il mezzo fotografico ha raggiunto una tale diffusione da smartphone, da dover essere ormai contingentato in alcune situazioni; la Polizia Locale di Londra incoraggia l’utilizzo delle fotocamere, le applicazioni social orientate all’immagine sono praticamente sommerse da foto di ogni tipo. Non è morta la fotografia, è morta la fotocamera. Oggi più che mai, l’immagine è IL media.

Matteo Anedda: la fotografia è morta? no, ma è sotto attacco. Tranquilli non sono un complottista e non temo le scie chimiche, temo invece la socializzazione incontrollata del prodotto fotografico. Bazzicando sui vari gruppi di fotografia noto un vero e proprio degrado che mi conduce a ritenere che l’abbassamento della qualità fotografica sia dovuto all’ignoranza assoluta di chi viene chiamato a valutarla, di chi guarda. Una sorta di “reazione a catena” insomma. L’apprezzamento sociale per fotografie mediocri non farà altro che portare alla produzione di altre fotografie…….mediocri e prive di qualsivoglia originalità. Per fortuna, però, c’è chi emerge, c’è chi riesce ad essere un piccolo pixel luminoso all’interno di un oscuro dark frame 🙂 e quindi, qual è la soluzione? ahimè, non lo so. Posso solo consigliare a chiunque decida di intraprendere un percorso fotografico o anche a chi solamente abbia intenzione di coltivare la fotografia come passione/hobby di pensare con la propria testa fin dove è possibile, di curiosare, di STUDIARE e di ascoltare criticamente. Credo che già queste semplici azioni potrebbero condurre ad un salto di qualità non indifferente e, dunque, ad una nuova valorizzazione del potentissimo strumento di comunicazione a 360° che è la Fotografia.

 

Queste sono le opinioni di alcuni membri della redazione…

E voi che ne pensate? Dite la vostra.

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