Pod: la versatilità del treppiede pieghevole

L’importanza di chiamarsi “Pod”.

Da anni ormai in commercio, oltre ai classici cavalletti statici di plastica, alluminio e carbonio, si trova anche un ulteriore tipologia di stativo, il cosiddetto “Pod”. Lanciati dalla ditta “Joby” con il nome commerciale di “Gorilla Pod”, si sono poi diffusi grazie anche e soprattutto alla parallela produzione asiatica, che li ha ribattezzati in svariati modi, ma quasi sempre mantenendo il suffisso “–pod”.

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Spider-Pod caricato con K-5, Battery Grip, Jupiter-9 85/2 e filtri a lastra.

Cosa sono e a cosa servono questi pod?

Come detto i pod sono un tipo di treppiede, e dunque servono a mantenere la macchina fotografica ferma durante esposizioni più lunghe di quelle che l’utente (e lo stabilizzatore) possono reggere a mano libera senza finire col fare una foto mossa. Possono ovviamente anche essere usati per auto-fotografarsi, o per fotografare soggetti che non gradiscono l’avvicinarsi del fotografo nei loro pressi.

La caratteristica principale dei vari pod è però la possibilità di adattamento all’ambiente in cui vorreste utilizzarlo, e di conseguenza la loro incredibile posizionabilità, che risulta sempre abbastanza facile e agevole anche in contesti dove un normale cavalletto troverebbe molte difficoltà, o addirittura l’impossibilità di essere usato.

Questo perché il pod è formato da tre gambe modulari e pieghevoli, che permettono di deformarlo fino a fargli assumere improbabili posizioni, strane a vedersi ma adattissime ad agganciarsi ad elementi naturali, urbani, casalinghi o altri.

Il pod infatti può essere utilizzato agganciandolo ad esempio ad un ramo, ad una balaustra, ad un corrimano, al montante di uno sportello di automobile, alla spalliera di una sedia e chi più ne ha più ne metta; allo stesso modo un treppiedi siffatto può essere tranquillamente usato su superfici problematiche come ad esempio un terreno fangoso, una roccia, delle pietre in acqua etc etc…

Ciò permette ai pod non solo di poter essere un utile sostituto ad un treppiede classico, ma anche e soprattutto di esserne un valido compagno, un accessorio che si può rivelare fondamentale quando un altro cavalletto non riesce, a causa della sua staticità, ad essere utile come dovrebbe.

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Spider Pod in spiaggia, con K-5, Battery Grip e Samyang 14/2.8

Cosa dovrei comprare, di preciso?

L’esperienza mi porta a dire che tutti questi prodotti vanno bene, se non molto bene: non c’è una grandissima differenza tra i prodotti “di marca” ed i loro cloni di produzione asiatica, si può andare tranquilli con entrambe le tipologie.

Bisogna però fare attenzione a tre cose: dimensioni, portata ed eventuale testa fotografica.

  • Le dimensioni contano, non tanto per il trasporto (anche i più grandi pod non ingombrano moltissimo, e pesano relativamente poco nello zaino), quanto per l’utilizzo che se ne vuole fare. I modelli più alti (30-40cm) consentono un po’ di adattabilità in più, e mi sento di consigliarli;
  • La portata è fondamentale: la stragrande maggioranza dei prodotti di questo tipo è progettata per fotocamere compatte o bridge, se non addirittura per smartphone. Se volete caricare la vostra mirrorless è meglio che vi orientate sui modelli almeno medi, mentre per le reflex c’è assolutamente bisogno dei modelli più grandi, con la portata maggiore, che sia quantomeno di 2-3kg.
  • La testa fotografica spesso non è inclusa con il pod. In questo caso si può comunque utilizzarlo attaccandoci direttamente sopra la fotocamera, essendo questi prodotti comunque dotati di un aggancio adatto.

Certamente è però molto più comodo comprare una testa fotografica dedicata e ben dimensionata: nei prodotti di marca, tipo la già citata Joby, le teste sono di solito fornite in kit, anche se spesso non sono propriamente affidabili, quantomeno per il peso di una reflex moderna. Molto meglio comprare una testa fotografica generica, magari a sfera per conservare la versatilità e poter meglio assecondare i movimenti del pod.

La mia esperienza.

Anni fa comprai un prodotto coreano, un Horusbennu Spider-Pod SM-829, per meno di 15€ di costo; gli affiancai la testa fotografica che uso e usavo sul mio cavalletto principale, una iShoot K-S1. L’accoppiata nel corso degli anni e delle uscite fotografiche si è rivelata più che vincente: insieme riescono a reggere in tranquillità assoluta in qualsiasi posizione fino ad un paio di chili; fino ai tre chili invece c’è bisogno di qualche accorgimento per bilanciare i pesi; oltre i tre chili il pod può essere utilizzato solo in posizioni canoniche, mentre oltre i 4 è inutile provarci, pena la caduta di tutto il materiale fotografico caricato.

Il mio Spider-pod è quasi sempre caricato con una K-5 ed il suo battery grip (pieno), oltre ad una varia serie di obiettivi; con questi, spesso e volentieri, realizzo foto di paesaggio in lunga esposizione, senza mai soffrire di mosso o micromosso, grazie proprio all’affidabilità del cavalletto. Neanche nelle macro ho riscontrato alcun problema, a riprova della bontà del prodotto.

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Avete mai portato a spasso la vostra fotocamera? Con un Pod si può.

Conclusioni

Cosa aspettate a comprarlo? Se siete spesso in giro e non vi va di portarvi molti chili appresso, se spesso fotografate in condizioni scomode o su terreni accidentati, se vi trovate in città e borghi e non volete farvi troppo notare piazzando un treppiedi di un metro e oltre, non c’è altra soluzione e non c’è accessorio più adatto di un pod.

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Lunga esposizione con K-5 e Pentax DA 10-17/3.5-4.5 Fish-eye
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