Pentax bagnata, Pentax fortunata. Fotografia di matrimonio e Pentax. Si può?

pb1Ah la fotografia di matrimoni… Categoria inferiore, bistrattata, considerata di “secondo piano” sino a qualche anno fa.

Adesso invece è tutto un fioccare di “ammiocuggino si sposa, mi ha chiesto di fargli le foto, ho una 1100d e un 70-300 Tamron, basteranno?” “ma posso farmi pubblicità, metto un annuncio su matrimonio.it, faccio servizi fotografici ueddink a trecento euri…”

Eh… no purtroppo. Ma l’idea che, per converso, si possa ottenere un buon risultato semplicemente acquistando il corpo macchina della vita e un paio di ottiche f 1.8 “che tanto fa tutto la fotocamera” suscita in me la stessa reazione della frase di cui sopra… HA!

Ora; lungi da me la voglia di mettermi a stilare un curriculum. Vuoi perché non ce l’ho (perlomeno non sono un #traveller di gastelliana stirpe… E se lo fossi, mi farei comunque una badilata di ca£$2i miei, che l’umiltà è sempre poca e poco utilizzata), vuoi perché, ogni volta che mi faccio un giro su Mywed o Fearless a vedere le foto premiate, mi metto a piangere e scrivo l’annuncio di vendita corredo su subito.it… Vi basti sapere che faccio reportage di matrimonio da dieci anni (prima studiando TANTO, e portando la tracolla di qualche professionista magnanimo, poi in maniera professionale da quattro), sempre e soltanto con reflex Pentax.

Ho un buon corredo apsc (k3ii, 10-17, 12-24, 55*,77, 200* e tante altre), quasi tutto fufu ready, direbbero gli appassionati. E, per le foto WOW, c’è in borsa una splendida 645z con uno zoom wide ad apertura costante, ed un 55 luminoso. Flash pttl hss con trigger, faretti led, ed un sistema completo Yongnuo, con trasmettitori, battery pack, stativi, ombrelli, softbox ecc ecc… Insomma, ogni volta che esco di casa, ho trenta kg buoni di attrezzatura dietro (di cui non uso neanche il 10%… Ma è come una coperta di Linus…).

Non mi sono mai messo a fare i conti della serva, ma una cosa è sicura; fare il matrimonialista COSTA. Tempo e denaro… E questi costi di aggiornamento tecnico e professionale, purtroppo, si riversano sui clienti, che molte volte sono “digiuni” non solo di fotografia di matrimonio, ma in generale anche di arti visive, e quindi sono pronti ad entusiasmarsi per uno scatto mediocre, ed a considerare il lavoro di un wedding ph come “sovraprezzato”. Qua si apre un discorso enormemente complesso, che magari mi riservo di sviscerare in altra sede.

Ma torniamo a noi ed alla domanda in oggetto; può un matrimonialista professionista (perché se sei un amatore vale tutto, tanto – se gli sposi non sono dei pazzi – ci sarà sicuramente un matrimonialista professionista a fare il lavoro, e voi gli starete in mezzo alle balle a photobombargli ogni scatto, maledettih), ottenere un buon risultato con attrezzatura Pentax? Udite udite, la risposta è… si. Almeno per me…

pb2“Ehi” – direte voi – “ma se ci hai frantumato le balle per anni su quanto siano fantasmagoriche le fotocamere Pentax, le ottiche Pentax Limited ecc. ecc. ecc.; adesso ci vieni a dire che forse non si può?” Il punto è, semplicemente, un altro. La fotografia di matrimonio oggi (o perlomeno, il “reportage”, parola abusata in ogni ambito; che poi state tutti a metterli in posa sti due disperati, quindi che cazzarola di reportage sarebbe?), riveste, essenzialmente, una metodologia emozionale. Io, con fatica (14 ore – minimo – ad evento) e con impegno (tante ma tante foto, tanta selezione, tanta postproduzione, accontentare gli sposi, rispettare le scadenze, non perdere nemmeno un momento top), cerco di catturare qualunque cosa avvenga durante la giornata. Non porto gli sposi in giro, a meno che non me lo chiedano, non faccio le carrellate dei parenti, a meno che non me lo chiedano, non faccio le foto alle portate, ai tavoli, alle amiche in posa ecc. ecc. ecc. Direte; allora cosa scatti? I momenti.

La ricerca continua di uno sguardo, di un’intesa, di quella scintilla che può esserci solo fra persone emozionate in un giorno così importante, non può essere raccontata con una semplice posa sorridente, o magari con una passeggiata in un posto carino.  Ed in questo costante inseguimento dei momenti che faranno piangere di commozione gli sposi, quando vedranno la slide delle loro foto (e piangono sempre! Soprattutto quando gli dò la fattura…), col tempo, mi sono reso conto che una fotocamera più performante, sull’inseguimento ed in certe situazioni – in passato – , mi avrebbe agevolato e non di poco. E se pensate che non serva un buon af a inseguimento, durante un matrimonio, è meglio che continuiate a scattare tramonti…

Per fortuna, oggi, non è più così. Pentax ha letteralmente rivoluzionato il suo af ed il suo già eccellente sistema esposimetrico con la k3 (il real time scene analysis è davvero utile, una volta compreso come agisce), ed ha “alzato l’asticella” (cosa che peraltro ha inizialmente messo in difficoltà molti fotografi, me compreso), portando le sue fotocamere top ad un buon livello generale. Ed adeguando il mio modo di lavorare, utilizzando dei “preset” personali, che è possibile impostare con i modi User nelle nostre stupende fotocamere, oggi riesco ad ottenere quel che voglio senza troppa fatica.

Non dimentichiamoci, poi, che la tropicalizzazione di corpi ed ottiche (feature vera, e non promozionale), mi ha salvato più volte da acquazzoni che avrebbero potuto, potenzialmente, ridurre – e di molto – la qualità del lavoro consegnato. E last but not least, le fotocamere di mamma Ricoh sono di GRANITO. Due anni fa, in chiesa, mi si è sganciata una k5 dalla tracolla, volando per svariati metri lungo la navata laterale, con un botto finale devastante (si sono girate pure le statue dei santi – probabilmente per i bestemmioni che ho tirato, più che per il rumore – ), e, quando con timore, sono andato a riprendere la fotocamera, non si era nemmeno scalfita. Ho visto fotocamere “di concorrenza” andare letteralmente in frantumi solo a guardarle male…

pb3Ovviamente i “big two” non stanno a guardare, soprattutto nel campo ottiche (che è il campo in cui, al momento – per come scatto adesso, e per il mio settore di lavoro specifico – siamo, in minima parte, indietro), e la mancanza di lenti fisse, già ottime a TA, specifiche per il digitale ultradenso di oggi, in alcuni momenti, si fa sentire. E non dimentichiamoci delle mirrorless, che stanno insidiando da parecchio il predominio delle SLR nel settore del wedding… Per me, al momento, ci sono due gap non ancora colmati; af in luce scarsa (la maggior parte delle chiese in Italia sono praticamente delle catacombe), e mirino elettronico (dopo qualche ora a scattare con l’occhio a 3 cm da un televisore, ho un mal di mare che nemmeno sul peschereccio di Capitan Findus… per me è no). Tralasciando il fatto che, se vuoi f/stop bassi e sensori grandi, tocca usare lenti enormi, quindi il vantaggio teorico delle mirrorless va a pallino. In quest’ottica, la “roadmap” di obiettivi D-Fa specifici, che è stata svelata allo scorso Cp+, mi ha fatto sorridere ed ha acceso la speranza. Anche le dichiarazioni dell AD di Ricoh, al recente Photokina, con un’apertura alla potenziale “digitalizzazione” di qualche ottica Limited Fa, hanno dato ancora di più una luce positiva ai corredi di mamma Pentax.

Le top di gamma di casa Pentax (K1 e 645) sono semplicemente il massimo che si possa desiderare oggi, rispettivamente, per il reportage ed il posato. Per i miei gusti, purtroppo, manca qualche ottica, su entrambi i sistemi.  Ma per il matrimonialista più “classico” che non può fare certamente a meno della triade degli zoom ad apertura costante (15-30, 24-70 e 70-200, tutti f/2.8 con altissima qualità ottica), con l’aggiunta di qualche fisso di qualità, Pentax, oggi, non è certamente in deficit tecnico. Se oggi, dovessi comprare una fotocamera nuova per lavoro, la mia prima scelta sarebbe la K1. Probabilmente deciderò per quale upgrade fare, nel 2017, non appena Ricoh svelerà i piani per la loro aps-c top di gamma, che è ancora irraggiungibile, per velocità operativa, peso e dimensioni, da molte altre fotocamere blasonate, e che resta, con le giuste ottiche, la soluzione migliore. Quindi, concludendo; si, è possibile fare fotografia di matrimonio in maniera professionale con attrezzatura Pentax, oggi più che mai. Ma se venite da altri brand, preparatevi a rivoluzionare anche il vostro modo di approcciarvi al file, perché molte delle vostre convinzioni verranno meno, davanti a un PEF.

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Un pensiero su “Pentax bagnata, Pentax fortunata. Fotografia di matrimonio e Pentax. Si può?

  1. Pingback: Ho letto per voi: “FOTOGRAFIA DI MATRIMONI” di Michelle Turner | pentaxblogger

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