TECNICHE DI ILLUMINAZIONE – Parte I

Quest’oggi vorrei iniziare a parlare degli schemi di illuminazione. Voi direte: “si bravo, grazie, senza luci professionali non riusciremo mai”. In parte potreste avere ragione, ma vi assicuro che con un po di pratica e di qualche marchingegno che potete autocostruirvi, qualche risultato potrete portarlo a casa. Tralasciando però il discorso “strumentazione”, la cosa più importante è la posizione delle luci e del soggetto: se una fotografia ha una luce mal curata, la fotografia sarà pessima, al contrario, se le luci e il soggetto saranno ben posizionati, il risultato sarà soddisfacente.

LE LUCI BASE

Quando si parla di illuminazione “in studio”, si fa riferimento sempre a delle luci base che, combinate fra di loro, danno come risultato degli schemi più complessi e conosciuti.

Prima di iniziare, bisogna fare una premessa:

  1. l’occhio umano è abituato ad avere come riferimento una singola luce più forte di tutte le altre, quella del sole
  2. l’occhio umano si abitua alla luce presente all’interno della stanza o dello studio
  3. le ombre che vengono create con gli schemi di illuminazione, sono importanti tanto quanto la luce che cade sul soggetto

Detto questo, la prima luce di cui parliamo è quella PRINCIPALE che, come dice il nome, è la luce prioritaria, quella che ha il compito di evidenziare il soggetto. Detta anche LUCE CHIAVE, in genere è quella che sul set viene impostata con la maggior potenza, al fine di sovrastare le altre luci e di evitare doppie ombre.

Le posizioni fondamentali della luce sono semplici, alle soglie della banalità: davanti, dietro o di lato. Se invece si vuole vedere in modo più tecnico questo concetto, allora possiamo dire che le posizioni base della luce sono:

  • FRONTALE
  • POSTERIORE
  • LATERALE

Nella Luce Frontale, la sorgente luminosa è posta esattamente di fronte al soggetto da fotografare ed è alla stessa altezza del viso. Questa, ha la caratteristica di abbattere le ombre superficiali e, quindi, tutti i difetti e le texture del viso. Questa luce infatti è adatta quando vogliamo eliminare già in fase di scatto alcune imperfezioni, levigando in maniera naturale le piccole rughe, i pori della pelle, ecc… La luce frontale inoltre, snellisce il collo e lo allunga, poichè le ombre sotto di esso spariscono.

Il lato negativo di questa illuminazione è che, annullando le ombre, il soggetto risulta più piatto. Bisogna prestare inoltre particolare attenzione alle superfici riflettenti, come gli occhiali, perchè potrebbero creare problemi.

La Luce Posteriore invece viene posta alle spalle del soggetto, bruciando così le alte luci e creando l’effetto “silhouette”. Con questo tipo di schema, non facciamo altro che riprendere quello che è lo scatto controluce. La si usa spesso in combinazione con altri schemi di luce, per mettere in risalto dei dettagli, come possono essere i capelli o il contorno del corpo.

La Luce Laterale è anche detta Luce di Taglio, perchè consente di tagliare, o meglio, dividere in due la figura, metà in ombra e metà in luce. Di solito, la fotocamera è posta rivolta verso il soggetto, ma a circa 90 gradi rispetto alla fonte di luce. Questa tipologia di illuminazione dona profondità, esalta i volumi e le ombre sono le protagoniste. La sua più temuta controindicazione è che mette ovviamente in risalto le texture e i difetti della pelle e aumenta le caratteristiche delle forme.

Bene, oggi abbiamo affrontato quelli che sono le tre posizioni principali che si possono utilizzare con la luce base. La prossima volta, andremo nel dettaglio di come possiamo giocare con le luci base e scopriremo dei nuovi schemi di luce, utilissimi per eseguire dei ritratti perfetti.

PROVA A CASA

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Basta una semplice lampada da tavolo per provare!

Non occorre avere della strumentazione spaziale per fare questo tipo di fotografie, ma bastano pochi oggetti per cominciare a fare delle prove. Il primo consiglio che ti do per realizzare queste prime 3 tipologie di illuminazione e per vedere come cambia la luce, è quella di posizionare in parte al soggetto una lampada (meglio se di quelle con il “collo” mobile, tipo quelle da ufficio) e di muoverla nelle 3 posizioni che ti ho indicato.

Metti la macchina sul cavalletto e cerca di far muovere il meno possibile il soggetto, perché questo tipo di luci ti costringerà ad utilizzare dei tempi non proprio veloci.

Nota bene: meglio se la lampada è l’unica fonte luminosa, quindi spegni le altre luci della stanza, in modo da vedere bene come influisce la posizione della luce sul soggetto.

Se vuoi vedere le fotografie di questa serie di articoli su Flick’r, clicca QUI.

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Un pensiero su “TECNICHE DI ILLUMINAZIONE – Parte I

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